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Cimabue e Giotto

01.Cimabue Giotto

 

02.Cimabue Giotto 2

Giotto fu chiamato ad Assisi dai francescani dopo che per loro aveva creato la Maestà per la bella Chiesa d'Ognissanti e per sempre rimarrà legato all'Ordine fino alla morte. I critici sono incerti sulla data dei lavori giotteschi della Chiesa Superiore. Il Vasari parla nelle Vite degli anni 1296? - 1304, mentre sappiamo che in tale anno è già tutto assorbito per gli affreschi della Cappella degli Scrovegni di Padova.
Il ciclo di Assisi abbina due meraviglie: quella della vera prima narrazione prosastica della vita di san Francesco in un ritmo continuo narrativo e quella dell'arte di Giotto: "del ritrarre bene, di naturale, le persone vive" come dirà il Vasari. Non basta. Giotto doveva necessariamente sintetizzare il messaggio umano e cristiano di Francesco: semplicità, rispetto di ogni creatura e penetrazione del suo essere e del suo messaggio in comunione con l'uomo; amore della creazione come opera di Dio e come scala per ritornare alla sua contemplazione: perdono in senso orizzontale e verticale per ristabilire l'armonia dentro cui l'anima degli uomini può trovare la pace e la gioia.
Le pitture di Giotto destinate a colpire vivamente la fantasia popolare hanno il carattere dell’immediatezza narrativa. Le scene si affiancano ciascuna con un evidentissimo centro compositivo di chiara impostazione drammatica con personaggi psicologicamente ben definiti, con forte rilievo plastico e con efficace e geniale evidenza pittorica. Il cosiddetto naturalismo di Giotto ebbe buon gioco in queste pitture che avevano il compito di narrare e commuovere colpendo direttamente la semplice fantasia popolare senza sottigliezze dottrinali e senza astrattezze allegoriche.

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