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Elementi artistici della Chiesa di San Damiano

Davanti alla chiesetta, sulla destra nel primo arco del portico si può ammirare una Madonna con Bambino tra Santa Chiara e San Francesco con il committente in ginocchio; grazioso affresco di un anonimo trecentesco che ritroviamo anche nella Cappella di San Giorgio nella Basilica di Santa Chiara. Nel secondo arco: San Francesco, Santa Chiara, San Rocco e San Sebastiano dovuti ad una mano più rozza del XV sec.
Al lato della facciata, attraverso una vetrata (Cappella di San Girolamo), un delicato affresco di Tiberio d’Assisi (1517) commissionato da Galeottus de Bistocchiis: al centro, la Vergine in trono col Bambino; ai lati, San Francesco, Santa Chiara, San Bernardino e San Girolamo. Sulla parete sinistra, San Rocco e San Sebastiano di un allievo di Tiberio (1522). Nell’interno della chiesa, immediatamente a destra, un affresco con due episodi della vita di san Francesco avvenuti a San Damiano: il padre del Santo insegue il figlio con un randello (osservare nello sfondo la città di Assisi); san Francesco in preghiera davanti al Crocifisso. Questo affresco è da attribuirsi ad un giottesco locale (XIV sec.) già collaboratore del maestro che decorò il transetto destro di Santa Chiara.Nella Cappella accanto, Crocifisso in legno scolpito da Fra Innocenzo da Palermo (1367).
Nella calotta dell’abside, sul coro ligneo cinquecentesco, Madonna con Bambino tra San Damiano e San Rufino. Pur con molti ritocchi, questo affresco duecentesco è assai grazioso e deriva evidentemente dalla Maestà del Cimabue della Basilica Inferiore di San Francesco.  Dalla porticina a destra, attraversando il Sepolcreto delle Clarisse, si accede al Coretto di Santa Chiara, dove si ammirano ancora gli stalli originali del tempo della Santa. Sulla parete destra, preziosa tavola (Madonna con Bambino e «Fr. Conradus») di un buon maestro giottesco (Maestro del Farneto?). Di fronte, una Crocifissione del Mezzastris (XV sec.). Salite le scalette dal Sepolcreto si accede al Giardinetto di Santa Chiara, all’Oratorio della Santa (reliquie varie tra cui un breviario scritto da Frate Leone e affreschi della seconda metà del sec. XIV) e al Dormitorio delle Clarisse. Nel Chiostro si possono osservare due affreschi del perugino Eusebio da San Giorgio (1507) (Annunciazione e Stimmate, 1507), ma soprattutto una visita al Refettorio delle Clarisse è senza dubbio uno dei luoghi più suggestivi del Santuario (affreschi di Dono Doni, XVI sec.). Non si viene qui per cercare l’arte, anche se ben rappresentata; qui si viene ad ascoltare la predica della modestia e della povertà, della penitenza e dell’amore divino, le virtù che per 41 anni furono la vita di santa Chiara e di tante altre sante donne che, assieme ad essa, si misero sulle orme di san Francesco.

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