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La deposizione al processo di canonizzazione di Chiara da parte della sorella Beatrice

Sora Beatrice de Messere Favarone de Assisi, monaca del monasterio de Santo Damiano, giurando disse: che essa testimonia fu sorella carnale de la santa memoria de madonna Chiara, la vita de la quale fu quasi angelica da la sua puerizia, però che fu vergine e sempre permase in verginità. Et era sollicita circa le bone opere de santità, in tanto che la sua bona fama era divulgata tra tutti quelli che la conoscevano.
E disse che, avendo santo Francesco audito la fama de la sua santità, più volte andò a lei predicandole, in tanto che essa vergine Chiara acconsentì alla sua predicazione e rinunziò al mondo e a tutte le cose terrene, et andò a servire a Dio quanto più presto podde. Però che vendette tutta la sua eredità e parte de la eredità de essa testimonia, e dettela alli poveri.  E poi santo Francesco la tondì denante allo altare, nella chiesa de la Vergine Maria, detta de la Porziuncola, e poi la menò alla chiesa de Santo Paulo de Abbatissis. E volendola li suoi parenti trarre fora, essa madonna Chiara prese li panni de lo altare e scoperse lo suo capo, mostrandoli che era tondito, e per nessuno modo lo' acconsentì, né se lassò cavare de lì, né remenare con loro.
Da poi santo Francesco, frate Filippo e frate Bernardo la menarono alla chiesa de Santo Angelo de Panzo, dove, stata che fu poco tempo, fu menata alla chiesa de Santo Damiano, nel quale loco lo Signore le dette più Sore nel suo regimento. Adomandata come sapesse tutte le preditte cose, respose: che, essendo lei sua sorella, alcune cose vide et alcune udì da essa medesima madonna Chiara e da li altri.
Adomandata quanto tempo era, respose: circa quarantadue anni.
Anche disse essa testimonia che, essendo essa madonna Chiara abbadessa nel preditto monasterio, nel suo regimento se portò sì santamente e così prudentemente e tanti miraculi Dio mostrò per lei, che tutte le Sore e tutti quelli che ebbero notizia de la vita sua la tengono et hanno in reverenzia come santa.
Adomandata in che era la santità de essa madonna Chiara, respose: che era nella verginità, nella umilità, nella pazienzia e benignità, nella correzione necessaria, nelle dolci ammonizioni alle Sore, nella assiduità della orazione e contemplazione, nella astinenzia e degiuni, nella asperità del letto e del vestire, nel desprezzo de sé medesima, nel fervore de lo amore de Dio, nel desiderio del martirio; e massimamente nello amore del Privilegio della povertà.
Adomandata come sapesse le preditte cose, respose: perché vide tutte queste cose essere fatte da lei, e perché era sua sorella carnale e stette con lei nel monasterio per tempo de anni ventiquattro o circa. Et innanti praticava e conversava con lei come con sua sorella. E disse che de la bontà de essa madonna Chiara, la sua lingua non ne poteria dire tanto quanto ne era in lei.
Adomandata anche che miraculi lo Signore Dio avesse operati per lei, respose: che Dio per lei liberò più Sore, fatto da essa lo segno de la croce sopra de loro. Et altri molti miraculi: però che Dio per le sue orazioni defese lo monasterio da li Saraceni e la città de Assisi da lo assedio de li inimici, sì come manifestamente se crede.
Adomandata come sapesse questo, respose: perché vide quando lei faceva la orazione e quando li Saraceni se partirono senza fare nocimento ad alcuna, né al monasterio. E de poi, fatta la orazione, lo dl sequente lo esercito, lo quale era alla città de Assisi, se partì. Adomandata de la liberazione de le Sore de le infermità, respose: che furono liberate per essa madonna Chiara, sora Benvenuta, sora Cristiana e più altre Sore. Adomandata come lo sapesse, respose: che in prima le aveva vedute inferme e stare assai male, per fine a tanto che la santa madre, fatto lo segno de la croce, con la orazione le liberò; e poi le vide sane.

Dal Processo di Canonizzazione di S. Chiara, Fonti Francescane 3086-3093


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