Frate Jacopa - Giacoma Frangipane de' Settesoli, conosciuta come Jacopa de' Settesoli o come la chiamava Francesco frate Jacopa, nacque a Roma nel 1190 circa. Secondo alcuni studiosi sarebbe nata nel quartiere di Trastevere come Jacopa de’ Normanni, fu data in moglie giovanissima a Graziano Frangipane de' Settesoli, esponente della nobile casata romana dei Frangipane feudatari dei castelli di Marino e di Nemi. Rimasta vedova nel 1217 con due giovani figli Giovanni e Giacomo, dovette seguire la crescita dei figli e la gestione pubblica del patrimonio di famiglia che comprendeva interi contadi.

Conobbe Francesco con molta probabilità nel 1210 quando venne a Roma, la sua autorevolezza fu di grande aiuto aiutandolo a trovare alloggio presso i benedettini di Ripa grande, ma in particolare per ottenere udienza da Innocenzo III. Fu lei che gli fece conoscere il dolce di cui divenne particolarmente goloso, di quelli che chiameremmo mostaccioli “romani”, preparato con il mosto d’uva, fichi secchi e uvetta. Secondo la tradizione quando il santo era in punto di morte, dettò una lettera da inviare a Giacoma perché voleva rivederla prima di morire, chiedendole di portargli il suo velo nuziale e i mostaccioli. Ma Giacoma arrivò ad Assisi prima che la lettera fosse spedita, portando ciò che Francesco le aveva chiesto. Ecco il racconto della Compilatio assisiensis:

Donna Jacopa preparò poi il dolce che piaceva a Francesco. Ma egli lo assaggiò appena, poiché per la gravissima malattia le sue forze venivano meno inesorabilmente, e si appressava alla morte.
(cfr. Compilatio Assisiensis, in Fonti Francescane n. 1657)
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Dopo la morte di Francesco tornò a Roma, lasciò le redini dei possedimenti al primogenito Giovanni e si dedicò a opere di carità e pietà. Infine ottenne nel 1231 dai benedettini la cessione dell'ospedale di San Biagio trasformandolo dopo la canonizzazione di Francesco, nella dimora romana dei francescani grazie all'aiuto di Gregorio IX: oggi è il convento di S. Francesco a Ripa. Fatto testamento si ritirò come terziaria francescana ad Assisi, dove morì forse nel 1239. Venne sepolta in basilica inferiore al lato sinistro dell’altare maggiore fino al 13 agosto 1932, quando fu portata definitivamente nella cripta della basilica di San Francesco. In ricordo del luogo dove era stato deposto il corpo, i frati lasciarono una lapide a ricordo.
Nella cripta le ossa furono poste davanti alla tomba del santo e ai suoi compagni, nel luogo dove si congiungono le due scale dietro una griglia metallica nera. Sopra l'urna si legge la seguente epigrafe Fr. Jacopa de Septem soli.
Invece sotto l'urna si legge: Hic requiescit Jacopa sancta nobilisque romana-1239.

A conclusione del nostro breve scritto su Jacopa, possiamo affermare che fu per San Francesco non solo protettrice presso le autorità, ma prima di tutto una tranquilla presenza familiare. Jacopa aveva compreso e diventa madre, sorella e figlia, pronta e disponibile ad accompagnare la dipartita di chi non aveva considerato come un amico, ma anche padre e riferimento spirituale.

fr. Felice Autieri