Il nome di battesimo di Francesco, scelto dalla madre, in realtà era Giovanni.

Gli agiografi hanno riconosciuto in questo particolare un valore doppiamente profetico:
* profetessa è stata la madre, che ha preannunciato nel nome del figlio la sua vocazione
* profeta è stato Francesco che come Giovanni il Battista e Giovanni Evangelista ha annunciato con le parole e con tutta la vita il suo Signore Gesù Cristo.

Il servo e amico dell'Altissimo, Francesco, ebbe questo nome dalla divina Provvidenza, affinché per la sua originalità e novità si diffondesse più facilmente in tutto il mondo la fama della sua missione.

La madre lo aveva chiamato Giovanni, quando rinascendo dall'acqua e dallo Spirito Santo, da figlio d'ira era divenuto figlio della grazia. Specchio di rettitudine, quella donna presentava nella sua condotta, per così dire, un segno visibile della sua virtù. Infatti, fu resa partecipe, come privilegio, di una certa somiglianza con l'antica santa Elisabetta, sia per il nome imposto al figlio, sia anche per lo spirito profetico. Quando i vicini manifestavano la loro ammirazione per la generosità d'animo e l'integrità morale di Francesco, ripeteva, quasi divinamente ispirata: «Cosa pensate che diverrà, questo mio figlio? Sappiate, che per
i suoi meriti diverrà figlio di Dio»...

Perciò il nome di Giovanni conviene alla missione che poi svolse, quello invece di Francesco alla sua fama, che ben presto si diffuse ovunque, dopo la sua piena conversione a Dio. Al di sopra della festa di ogni
altro santo, riteneva solennissima quella di Giovanni Battista, il cui nome insigne gli aveva impresso nell'animo un segno di arcana potenza. Tra i nati di donna non sorse alcuno maggiore di quello, e nessuno più
perfetto di questo tra i fondatori di Ordini religiosi. E’ una coincidenza degna di essere sottolineata.


(dalla Vita seconda di Tommaso da Celano, I n. 3)
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