Parlare di economia e francescanesimo non è un controsenso: anche perché Francesco d’Assisi prima della sua conversione ha conosciuto le logiche economiche del guadagno legato alla professione di mercante. Per lui la dimensione della povertà non è una visione pauperistica, tantomeno una scelta ideologica; ma l’esperienza profonda di Dio che cambia radicalmente il suo approccio alla vita.

Il percorso della mostra Economia fraterna, che si aprirà il prossimo 18 settembre e che intende offrire alcuni impulsi fecondi per l’oggi, parte dal santo di Assisi e arriva fino alle sollecitazioni di Papa Francesco “per cambiare l’attuale economia e ridare un’anima all’economia”. È una strada volta a valorizzare un nuovo umanesimo economico, già testimoniato dal Poverello e dai suoi frati, che con nuove categorie di pensiero e di prassi cerchi di rispondere alle attese dell’uomo di oggi e al disegno di Dio.

Non si vuole avanzare una critica fine a se stessa, ma offrire un aiuto a comprendere quale sia l’alternativa anche nel campo dell’economia. L’obiettivo è impegnarsi come è detto nella Laudato si’ a riflettere responsabilmente sul senso e sulle finalità dell’economia, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni (LS, n. 194). C’è bisogno dunque di uno sguardo diverso per riconoscere le opportunità e le risorse là dove paradigma tecnocratico e logica del profitto vedono solo ‘scarti’, nel senso inteso da papa Francesco.

fr. Felice Autieri

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