Avvenuta la traslazione del corpo nella basilica inferiore, a partire dal 4 ottobre 1230 si incominciò a celebrare solennemente il dies natalis di S. Francesco.
Lo splendore dei riti e la magnificenza dei canti, hanno fatto da corollario affinché la festività fosse profondamente sentita dai frati, dal clero e dal popolo tutto.

Dai cataloghi in possesso è possibile rilevare che continuamente erano in arrivo doni di pontefici, cardinali e governanti, tanto che nel 1338 la basilica possedeva molti calici d’oro e un numero considerevole di croci quasi tutte ornate di pietre preziose. La serie potrebbe ancora continuare con drappi, paramenti di broccato, dossali ricamati in filo d'oro e d'argento che venivano utilizzati nelle celebrazioni solenni di quel giorno.

Nomi di maestri celebri appaiono nella tradizione musicale della basilica, tra i primi troviamo fr. Giuliano da Spira che scrisse e musicò l’Ufficio ritmico di S. Francesco, le cui solenni note esprimevano la forza e la bellezza della spiritualità francescana.
In basilica dai primi vespri della vigilia fino al tramonto della festività, ai salmi biblici ed inni liturgici echeggiavano devoti e possenti i canti del popolo e dei laudesi in volgare assisano. La parte musicale era particolarmente curata e solenne, ad esempio nella solennità del 4 ottobre 1783, furono numerosi i cantori e i musici di Assisi ma anche provenienti dalle vicine Marche. Il coro e l'orchestra per le funzioni erano composti da 5 soprani, 4 contralti, 6 bassi, 4 tenori accompagnati dall'organista, dal violone e dal violoncello. Non si badò a spese, quell’anno furono pagati 83 scudi per viaggio, vitto e alloggio dei professionisti chiamati per l’occasione.

Per la solennità, le confraternite laicali detti disciplinati conformemente ai loro statuti, all'alba partivano dalle loro chiese e processionalmente si recavano alla basilica per rendere omaggio alla tomba del santo: lì cantavano le laudes e pregavano per la città. Assisi tra il XIII e XIV secolo contava dodici confraternite di disciplinati, la più antica era quella di S. Gregorio che è prima del 1272, quella di S. Stefano si formò nel 1327 di cui sono giunti gli Statuti ed un gruppo di Laudi. Quelle che recitavano nella chiesa di S. Francesco il 4 ottobre, reca la seguente rubrica: "Questa lauda se canta ella festa de sancto Francesco". In sette strofe in volgare del luogo, ne fu tracciata la vita nutrita dall’agiografia classica, che invitata i presenti a meditare sulla santità dell’assisano esaltandone le virtù, i doni ricevuti e principalmente quello delle stimmate.

Infine il pranzo della solennità preparato nel refettorio, a cui prendeva parte il Ministro generale “con tutta la sua corte” cioè i fratelli religiosi a suo servizio e i membri del definitorio generale che lo accompagnavano, il Vescovo di Assisi e i canonici del duomo. Ad esempio, sempre in quell’anno, i commensali furono 200, compresi i “frati forestieri venuti in Assisi per devozione”, i prelati tra cui il vescovo Conventuale Filippo Antonio Buffa che era venuto “con un servitore e due vetturini”.

A lode di Dio, e a ricordo di un passato che non c’è più….

fr. Felice Autieri