Santa Elisabetta d'Ungheria in Basilica - Elisabetta, principessa ungherese, divenne langravia sposando a soli 16 anni Ludovico IV di Turingia. Il loro fu un matrimonio d’amore, nonostante le alleanze politiche tra le loro famiglie: durante la loro breve ma felice unione fu Ludovico a sostenere e proteggere l’intensa attività caritativa che Elisabetta esercitava fin nelle stanze della reggia, suscitando irritazione ed opposizione nella corte.

Rimasta vedova dopo pochi anni, fu cacciata dalla reggia e privata dei suoi tre bambini. Incontrati i primi Frati Minori che predicavano in quelle regioni, ne abbracciò la spiritualità emettendo nelle loro mani un impegno di vita religiosa insieme con le sue ancelle di palazzo, che le rimasero fedeli fin nella miseria e con le quali continuò sempre a vivere. Quando Elisabetta e le sue consorelle vi emisero i voti, il Terz’Ordine Francescano era agli albori: anche per questo oggi ne è la patrona.

Sotto la direzione del suo padre spirituale, il teologo Corrado di Marburgo, si dedicò alla costruzione e alla cura di un ospedale per i poveri, sorretta da una profonda vita spirituale che si manifestava anche in segni esteriori straordinari. Quando morì in odore di santità nel 1231, a soli 24 anni, le spoglie mortali di Francesco erano state sepolte nella chiesa inferiore appena da un anno; canonizzata poi già nel 1235, Elisabetta risulta la prima santa francescana dopo Francesco.
Per questo motivo nella chiesa inferiore sono diverse le sue raffigurazioni, sia tra gli affreschi che nelle vetrate. Ma certamente la più nota è quella ad opera di Simone Martini, che nel ciclo di affreschi della Cappella di san Martino la pone a fianco della stessa Chiara d’Assisi. Nel famoso dittico, Elisabetta appare di profilo, in abiti regali da puerpera ed una lussuosa acconciatura intrecciata alla corona.

Simone Martini sembra aver affrescato s. Elisabetta su una raffigurazione sottostante, forse una Sant'Orsola: ne è un indizio il gesto elegante della mano che sembra giocare vezzosamente con la collana, a coprire probabilmente piuttosto la mano della martire che mostrava la freccia del martirio.

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